Progressive Web App: le app ibride che cambiano la scena
Le Progressive Web App potrebbero rappresentare lo scenario principe del futuro per quanto riguarda le interazioni con gli smartphone. Rapide da progettare, sono in grado di eseguire tutte le operazioni che gli utenti si aspettano dalle app native dei browser mobile. Tutto ciò è reso possibile da diverse novità relative alle API e alle buzzwords.
Il concetto dietro alle Progressive App chiama in causa un insieme di tecnologie la cui caratteristica principale è il funzionamento in sintonia. Il principale obiettivo è quello di fornire agli utenti un’esperienza che non ha nulla da invidiare a quella delle app mobile.
Cosa sono i Service Workers delle Progressive Web App
Quando si parla di Progressive Web App, è necessario citare anche i Service Workers. Questi ultimi sono tecnologie molto potenti, in grado di caricare funzionalità offline, ma anche di restituire notifiche in tempo reale. Tra le loro funzionalità, è possibile ricordare anche l’updating dei contenuti di background e i servizi di caching dei documenti.
A livello concreto, un Service Worker è uno script che porta avanti tutto il suo lavoro dietro le quinte, in maniera indipendente dalla app con la quale gli utenti interagiscono. Si attiva a fronte di specifici eventi, come per esempio le richieste da parte della rete e i cambi di connettività. Si può tranquillamente definire anche come un proxy, in quanto grazie alla suddetta tecnologia abbiamo modo di accorgerci di un evento tutte le volte che la rete invia una richiesta.
Estremamente potenti e flessibili, i Service Workers sono anche molto complessi. Alla luce di questo aspetto, quando devono procedere alle configurazioni tenendo conto degli utilizzi più frequenti (p.e. l’uso non in linea), gli sviluppatori ricorrono a schemi prestabiliti.
App native: sono ancora utili?
Alla luce dell’efficacia delle Progressive Web App e del successo che potrebbero conquistare nel giro di pochi anni, le app native sono ancora utili? Al giorno d’oggi, sono sicuramente ancora le più scaricate. Sviluppate per uno specifico sistema operativo, potrebbero però avere un futuro breve.
In grado di offrire una user experience oggettivamente molto buona, hanno la grossa pecca di essere limitate solo a determinati dispositivi. In poche parole, non sono accessibili a tutti. Un altro aspetto che rende molto perplessi sul loro futuro riguarda il download necessario per installarle sui vari device.
Un possibile scenario futuro
Uno scenario futuro molto probabile potrebbe vedere le Progressive Web App superare le app native. Le prime sono già infatti in grado di combinare gli aspetti più interessanti dei siti per device mobili e le migliori peculiarità delle app native.
La Progressive Web App, citata anche con l’acronimo PWA, altro non è che una app mobile distribuita tramite il web. Dal punto di vista del funzionamento, non ci sono particolari differenze rispetto alle app native.
Tra i principali punti distintivi, si ricorda il fatto che le PWA non devono essere scaricate dagli store. Sono infatti in grado di funzionare in modo autonomo e di caricare le pagine anche quando la connettività non è ai suoi massimi livelli. Le Progressive Web App garantiscono inoltre un aggiornamento costante. Fin dal momento in cui vengono messe a disposizione degli utenti, utilizzano infatti la versione più recente.
Sono considerate più efficienti delle app native per via della loro capacità di funzionare su richiesta e per il fatto di essere sempre accessibili. Un altro aspetto che a breve potrebbe decretare la loro vittoria definitiva sulle app native riguarda il minor consumo di dati.
Grazie alle PWA si parla quindi di un miglioramento rilevante e globale della user experience e della possibilità di dire addio ad aspetti spesso poco piacevoli per gli utenti, come per esempio i lunghi download. Questo scenario all’insegna della rapidità e della qualità potrebbe portare presto alla scelta, da parte degli utilizzatori finali dei device, di disinstallare definitivamente le app native.
