Refrigeranti: basta con i colori!
I nuovi cilindri per i refrigeranti saranno grigi. Questa è la decisione di AHRI, che in precedenza aveva definito una codifica dei colori per i contenitori di idrofluorocarburi, usata fino a pochi mesi fa da molte aziende produttrici.
Il codice a colori è un metodo rapido per identificare, a colpo d’occhio, il contenuto di un cilindro. Ciò permette a chi deve maneggiarlo di avere piena consapevolezza della sostanza con cui ha a che fare. La standardizzazione si è resa necessaria a causa degli innumerevoli composti, che hanno cominciato a circolare negli anni più recenti.
La nuova regolamentazione AHRI
Pur non essendoci mai state delle leggi specifiche per i colori da assegnare ai contenitori dei refrigeranti, buona parte delle realtà coinvolte nel settore HVAC&R, per anni, ha fatto affidamento sulla codifica AHRI. Tale metodo di classificazione è semplice e intuitivo ma, con la comparsa di nuovi gas e miscele, è divenuto molto confusionario.
Per questo motivo, dal 2020, si è deciso di aggiornare il sistema di regolamentazione dei colori, uniformando i contenitori dei refrigeranti. Il colore scelto è un verde chiaro/grigio, anche detto “grigio seta” (RAL 70444).
La notizia, riportata da ZEROSOTTOZERO (noto portale dedicato all’HVAC), sottolinea come l’identificazione dei refrigeranti contenuti nei cilindri venga ora affidata alle etichette. Queste ultime si rifanno al vecchio codice colori AHRI, ma riportano un maggior numero di dati.
Oltre ai vari contrassegni apposti sul cilindro, l’informazione più importante è la classificazione del refrigerante. Le sostanze vengono suddivise in quattro classi principali, che ne indicano lo stato:
- classe I: fa riferimento a refrigeranti liquidi con punto di ebollizione superiore a 20 gradi centigradi;
- classe II: si riferisce a refrigeranti a bassa pressione, con pressione minima della bombola che non supera i 3447 kPa;
- classe III: per refrigeranti ad alta pressione, che superano i 3447 kPa;
- classe IV: per i refrigeranti infiammabili (nel caso specifico di questi ultimi, sul contenitore è obbligatorio apporre una banda rossa sulla parte superiore).
Va sottolineato, tuttavia, che tali linee guida non sono valide per i cilindri di refrigeranti riciclati, i quali fanno riferimento a un regolamento a parte. Non è necessario ridipingere i vecchi contenitori, ma tutti quelli di nuova produzione dovrebbero seguire le disposizioni sopra riportate.
Perché è importante conoscere il nuovo standard
Anche se non obbligatorio, il codice colori ha aiutato per diverso tempo il settore HVAC a classificare le sostanze contenute nei cilindri. Secondo AHRI, conoscere le modifiche apportate alla regolamentazione è fondamentale per evitare spiacevoli inconvenienti.
l’Istituto, nel suo comunicato, suggerisce di rendere standard le nuove linee guida per tutte le industrie coinvolte nell’impiego e nella produzione di idrofluorocarburi.
Identificare i refrigeranti contenuti nei cilindri grigi, obbligando le persone a leggerne l’etichetta informativa, è un ottimo modo per abbassare il rischio di confondere sostanze diverse (cosa che poteva avvenire facilmente con il precedente metodo di catalogazione).
Ciò, oltre a evitare danni ad attrezzature e apparecchiature, consente agli addetti di maneggiare con la dovuta cura i refrigeranti più pericolosi. Le fasi di ispezione alle dogane, poi, risultano più veloci e precise, grazie alle etichette stampate ad hoc.
Diffondere queste importanti modifiche sull’identificazione dei refrigeranti, è cruciale per aiutare tutti gli enti coinvolti a uniformarsi. Così facendo, la codifica di nuove sostanze e miscele diventa intuitiva e ne rende più immediata la distinzione.
