Spunti e idee per rendere la refrigerazione sostenibile
Il tema della refrigerazione sostenibile è stato tra i più discussi all’interno del consueto appuntamento del forum QualEnergia, tenutosi a Roma alla fine dello scorso novembre. La due giorni ha ospitato professionisti, aziende leader nel settore del freddo, ONG italiane – europee e diversi rappresentati politici attivi nella promozione di un’economia decarbonizzata.
A detta degli intervenuti, il dibattito è stato piuttosto interessante, con proposte concrete che in futuro potrebbero risultare determinanti per la realizzazione di strategie efficienti e prolifiche. Sono poi stati affrontati alcuni dei nodi più cruciali che, purtroppo, ostacolano ancora l’affermazione di quelle tecnologie ed energie alternative capaci di costituire una valida risposta alla crisi climatica.
Come si può raggiungere la refrigerazione sostenibile in Italia?
Durante il forum romano, una larga fetta delle discussioni si è concentrata sull’identificazione di ostacoli e possibili soluzioni per attuare una refrigerazione sostenibile, mentre un’altra buona parte si è focalizzata sulla riflessione secondo cui chi controlla l’industria del freddo avrebbe un’influenza di spessore nella quotidianità dei cittadini.
Che quest’ultimo punto in particolare sia tuttora una realtà ineluttabile, viene confermato da procedure fondamentali tipo la conservazione dei cibi, gli step produttivi e il mantenimento – trasporto dei medicinali: situazioni diverse che, per un motivo o per l’altro, non aiutano in alcun modo a rendere sostenibile il settore del freddo.
Tra le soluzioni proposte per risolvere il problema, ha avuto una certa rilevanza quella di far diventare la tecnologia quanto più libera possibile dai brevetti, evitando a priori i monopoli e le dipendenze verso un numero limitato di aziende (soprattutto se si considera che, spesso e volentieri, queste producono in Paesi non europei).
Sempre riguardo alla tecnologia, qualcuno ha sottolineato l’inutilità di cambiarla ogni 15 anni, come avviene in molte aziende italiane: una prassi vista, oltre che piuttosto incapace di generare dei concreti vantaggi per la competitività, anche sostituibile in toto con alternative in grado di rivelarsi più coraggiose, innovative ed efficienti.
In aggiunta a ciò, è stato poi ribadito quanto l’industria italiana sia ormai adeguatamente matura per investire nelle tecnologie sostenibili. L’invito fatto è stato quello di non temere tali operazioni economiche e di non richiedere incentivi o sostegni, ma di agire sempre con la consapevolezza che si tratti di una possibilità di guadagno certa per il proprio business.
L’ultimo argomento trattato, ha riguardato la necessità per la politica italiana di creare una strategia lungimirante, volta a prevenire il cambiamento climatico. Oggi, infatti, i programmi ecologici sono più orientati al “mettere una pezza” piuttosto che all’eliminare il problema e ciò non aiuta a comprendere i benefici socio-economico-ambientali derivanti da un piano di prevenzione.
Un focus sul Regolamento degli F-Gas
Oltre alle svariate idee proposte per una refrigerazione sostenibile, vi sono stati interessanti confronti anche in merito alla spinosa tematica degli F-Gas (sostanze correlate alla refrigerazione, che vengono impiegate in molti apparecchi basati sul freddo), con particolare attenzione sul relativo Regolamento (raccolta di normative, che ne codifica quantità e ambiti di impiego).
In merito a ciò, si è ad esempio appreso che i nuovi emendamenti proposti dalla Commissione Europea e dal Parlamento nei mesi scorsi, hanno sì raggiunto l’attenzione del Consiglio Europeo, ma (almeno fino a questo momento) non sono ancora stati confermati con un accordo concreto.
Attendendo le modifiche delle normative vigenti, qualcuno ha addirittura evidenziato la necessità di inserire una clausola che vieti l’utilizzo di sostanze in grado di produrre composti PFAS: molecole che potrebbero presto venire proibite, inficiando eventuali investimenti già fatti su refrigeranti alternativi, senza seguire il “principio di precauzione”.
