Riduzione degli HFC negli USA a partire dal 2024
L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente statunitense EPA ha recentemente avanzato una proposta di riduzione degli HFC entro il 2024: secondo il documento presentato dall’ente, l’obiettivo primario sarebbe quello di calare negli USA la produzione e il consumo dei gas fluorurati del 40% rispetto ai livelli storici.
L’ambizioso traguardo aiuterebbe gli Stati Uniti a uniformarsi alle iniziative attuate dalle altre nazioni in merito a ciò che concerne il rispetto del protocollo di Montreal, con particolare riguardo per quanto codificato nell’Emendamento di Kigali (che regolamenta appunto la diminuzione progressiva delle miscele in questione).
La proposta dell’EPA sulla riduzione degli HFC
La proposta stabilisce la metodologia per l’assegnazione delle quote di produzione e consumo di HFC per il 2024 e gli anni successivi, in maniera non troppo dissimile a quello che è già stato fatto in precedenza per le quote del 2022 – 2023.
La differenza con la legislazione precedente, però, esiste e sta nel fatto che le suddette quote erano calcolate per raggiungere una riduzione graduale degli HFC pari al 10%. L’EPA, invece, ora vuole abbassare ulteriormente tale percentuale, portandola appunto al 40% rispetto ai livelli storici.
Al fine di facilitare il calcolo delle quote da calare, l’Agenzia ha inoltre avanzato l’idea di rivedere i valori di riferimento del consumo storico. Tale modifica propone come cifra di confronto la media dei tre anni di maggiore produzione di sostanze regolamentate, da ricercarsi tra 2011 e 2019.
All’interno del documento, poi, l’EPA ha anche spiegato con maggiore precisione i requisiti di registrazione e rendicontazione per le aziende, utili a preservare i benefici ambientali ed economici derivanti dalla riduzione graduale degli idrofluorocarburi.
L’obiettivo del -40% di HFC sarebbe però solo un primo passo, poiché nella proposta sostenuta dalla legge bipartisan AIM Act e promulgata dall’amministrazione Biden-Harris (a cui fa capo l’EPA) si punta ad abbassare il consumo dei gas refrigeranti fluorurati dell’85% entro il 2036.
Secondo le stime dell’EPA, quest’azione consentirebbe di ridurre le emissioni di gas serra fino a 35 milioni di tonnellate metriche di anidride carbonica equivalente (MMTCO2e) all’anno, pari al carburante consumato da circa 7,5 milioni di automobili a benzina in 12 mesi.
Il risparmio cumulativo per l’industria e i consumatori (che deriverebbe in gran parte da una maggiore efficienza energetica e da refrigeranti più economici) è invece stimato in 8 miliardi di dollari fino al 2050.
Petizioni per ridurre gli HFC e commercio illegale
La revisione dell’EPA sugli HFC è stata redatta dopo l’attenta valutazione di numerose petizioni inoltrate da aziende, associazioni industriali, organizzazioni ambientaliste non governative, 12 Stati e il Distretto di Columbia, che hanno chiesto all’ente di limitare l’uso di alcuni gas refrigeranti in prodotti e apparecchiature appartenenti a oltre 40 sotto-settori.
Le misure contenute nella medesima proposta sono il frutto di un confronto serrato con le parti interessate e tengono in considerazione fattori quali la disponibilità di sostanze alternative per il raffreddamento degli apparecchi, la sicurezza degli stessi e i complessivi impatti economico – ambientali.
Un altro dei problemi trattati dall’Agenzia statunitense riguarda il commercio illegale degli HFC: visto che, nei primi nove mesi dell’anno scorso, l’Interagency Task Force on Illegal HFC Trade (guidata dall’EPA e dal Dipartimento di Sicurezza Nazionale) ha detto di aver impedito spedizioni illegali di HFC equivalenti a più di 889.000 tonnellate di anidride carbonica alla frontiera, sono state introdotte normative che obbligano le aziende a procurarsi le adeguate autorizzazioni per produrre o importare idrofluorocarburi.
