I sei rischi dell’IA secondo gli esperti
I rischi dell’IA sono un argomento dibattuto, che si sta via via acuendo a causa della progressiva diffusione dei sistemi realizzati con tale tecnologia: visto che quasi ogni settore industriale e non fa infatti ormai ricorso a qualche forma di intelligenza artificiale per regolamentare i processi, migliorare la produttività o dare previsioni, i pericoli a essa correlati sembrano in crescita.
Certo, la trasformazione digitale che per forza di cose interessa anche l’impiego della stessa IA, rappresenta un processo inarrestabile e inevitabile, fatto di traguardi, vittorie e talvolta problemi, ma quanto c’è effettivamente di vero nelle preoccupazioni di chi si dimostra più scettico verso la soluzione in questione?
I principali rischi rappresentati dalle attuali IA
Quando si parla dei rischi dell’intelligenza artificiale non si deve pensare a situazioni fantascientifiche da film, dove i computer impazziscono e sterminano l’intera umanità. Bisogna invece fare un ragionamento più obiettivo, che aiuti a individuare nel modo corretto i pericoli effettivamente associabili alle fasi di progettazione ed esercizio delle IA.
La tecnologia in sé non è mai né buona né cattiva, ma le conseguenze del suo utilizzo sono parecchio correlate a come la stessa viene adoperata. A tal proposito, un interessante articolo uscito qualche mese fa, ha redatto un elenco di sei punti, comprensivi delle problematiche reali derivanti proprio dall’IA. Tra queste rientrano:
- possibilità di produrre conversazioni, documenti, foto e video praticamente indistinguibili da quelli reali: se l’intelligenza artificiale è in grado di produrre copie false di dati tanto verosimili da risultare pressoché identiche rispetto a quelle autentiche, il rischio è che gli utenti perdano fiducia nell’informazione originale;
- possibilità di lanciare nel mercato soluzioni ancora imperfette per anticipare la concorrenza: che si tratti di aziende, nazioni o enti pubblici, quando si forzano le implementazioni di sistemi IA senza i dovuti test, si possono lasciare alcune vulnerabilità (pericolose soprattutto nell’ambito della sicurezza) sfruttabili dai malintenzionati. Un’altra leggerezza similare (dalle conseguenze dannose), sta nel fatto di delegare alle macchine il compito di prendere decisioni delicate per ottenere più rapidamente risposte a problemi pressanti;
- possibilità di far sparire del tutto concetti quali la privacy e il libero arbitrio, a causa del continuo tracciamento delle informazioni di chi naviga online: i motori di ricerca sono un esempio concreto di ciò, poiché consentono un’eliminazione completamente arbitraria delle opzioni non gradite agli utenti;
- possibilità di essere rinchiusi in una “Skinner Box” virtuale, quando le aziende usano i social media come strumento per fare marketing: secondo molti, questa camera di condizionamento operante (nata in ambito psicologico) può essere sfruttata anche con gli utilizzatori di social ossessionati dal ricevere like, follower e commenti, per aiutare inconsapevolmente le imprese a farsi pubblicità attraverso gli annunci;
- possibilità di venire assoggettati dagli strumenti dell’intelligenza artificiale: il ricorso morboso a strumenti digitali che compiano per l’utente tutte le scelte più complesse, offrendogli soluzioni migliori o più rapide, mette a repentaglio la libertà personale e la capacità decisionale dell’individuo;
- possibilità per le persone di non godere a pieno dei vantaggi derivanti dall’IA per il timore provato verso ciò che è sconosciuto: questa percezione degli esseri umani può addirittura portare alla stesura di codici etici restrittivi e concretamente capaci di limitare le applicazioni positive delle nuove tecnologie.
A seguito di quanto detto, è evidente che (per adesso) i rischi dell’intelligenza artificiale restino abbastanza concreti, ma l’adozione di un giusto approccio, la messa in pratica di un lavoro consapevole e la scelta di tempistiche corrette, dovrebbero eliminare tutti i dubbi annessi alle suddette soluzioni tecnologiche, permettendo così di poterne sfruttare a pieno i benefici.
