Differenze tra Shareware, Freeware, Open Source
I termini Shareware, Freeware e Open Source indicano alcune tra le più popolari licenze per la distribuzione di software. Quando si ha a che fare con quella Freeware, si inquadra un software distribuito gratuitamente, con gestione libera sia dell’utilizzo, sia della copia. Non è invece consentita la distribuzione a terzi a pagamento. Questi programmi possono essere distribuiti con o senza codice sorgente a discrezione dello sviluppatore.
Nella maggior parte dei casi, i software Freeware sono versioni lite di programmi a pagamento. Può anche capitare che ospitino banner pubblicitari o che siano stati ceduti gratuitamente dallo sviluppatore con la sola intenzione di farsi conoscere.
Software Shareware: cosa sono?
La licenza Shareware è invece quella con cui venivano distribuiti quasi tutti i software allegati a CD o DVD negli anni ’90. I programmi in questione sono distribuiti gratuitamente ma risultano utilizzabili senza pagare per un periodo di tempo limitato (p.e. 30 o 60 giorni). Una volta terminato, l’utente che vuole proseguire con l’uso deve acquistare un codice di sblocco. Le limitazioni non riguardano sempre il tempo, ma pure la funzionalità (p.e. il numero di fatture emesse nel caso dei programmi dedicati alla contabilità). In alcuni casi, l’utente può anche anche non procedere all’acquisto del codice. Deve però prepararsi a numerose limitazioni funzionali o alla presenza di watermark sui file salvati.
Il software con licenza Shareware è molto apprezzato per via della possibilità di conoscere e provare il prodotto prima di acquistarlo concretamente. Risulta inoltre possibile distinguere tra le seguenti tipologie:
- Software Adware, caratterizzati da annunci pubblicitari che generano ricavi per gli sviluppatori. In tali situazioni è normale la presenza di spyware finalizzati a raccogliere informazioni sulle attività online degli utenti. Questa formula è la più diffusa tra le applicazioni mobile gratuite, che prevedono spesso la rimozione degli annunci pubblicitari in seguito all’acquisto della versione Premium;
- Software Donationware, ossia programmi per i quali il pagamento è facoltativo. Gli utenti possono effettuare una donazione, mettendo in campo qualsiasi somma. Non è assolutamente obbligatoria, ma rappresenta un segno di apprezzamento per il lavoro dello sviluppatore;
- Software Nagware, che ricordano all’utente il momento di acquistare la licenza;
- Software freemium, ossia programmi che offrono una versione di base gratuita e la possibilità di integrare funzionalità aggiuntive a pagamento;
- Demoware, ossia le versioni dimostrative dei vari software.
Questi ultimi possono essere a loro volta:
- Software Crippleware, contraddistinti dalla presenza di funzionalità che vengono disabilitate fino a quando l’utente non acquista una chiave di registrazione;
- Software Trialware, ossia programmi con tutte le funzionalità disponibili ma nell’arco di un lasso limitato di tempo.
Software Open Source: principali caratteristiche
Nel caso dell’Open Source, più che di licenza di distribuzione è corretto parlare di movimento. Tutto si basa sul concetto di rilascio del software assieme al suo codice sorgente. Ciò vuol dire che qualunque sviluppatore ha modo di apportare delle modifiche al software e alle sue funzionalità.
Una volta terminato il lavoro, deve però mettere a sua volta il codice a disposizione. Il risultato di tutto questo è un miglioramento tecnico del software che sarebbe difficile da raggiungere con il lavoro di una singola software house. Il quadro in questione non implica assolutamente la gratuità del programma.
Tra i frutti più importanti del movimento Open Source è presente il sistema operativo Linux, ottima alternativa a Windows e a MacOS. Per quanto riguarda i software, troviamo invece Open Office, PHP, il browser Mozilla.

