Smart City: possibilità o utopia?
Allo stato attuale dei fatti, la Smart City rappresenta una possibilità concreta o una semplice utopia? Prima di rispondere alla domanda, cerchiamo di meglio comprendere il concetto in questione, partendo dalla sua definizione!
Questa tipologia di nucleo presta attenzione agli elementi di sviluppo di un centro urbano, considerando prima di tutto il suo capitale sociale: tale ambiente non è quindi solo digitale, ma si focalizza in modo globale sulla crescita intelligente.
La Smart City gestisce con intelligenza la mobilità, i rapporti tra gli individui, le attività economiche, i modelli amministrativi e le politiche abitative. Per farla semplice, in essa gli investimenti stimolano lo sviluppo economico sostenibile, adottando:
- una corretta gestione delle risorse naturali;
- e un metodo di governo partecipativo.
Affinché una città sia smart è innanzitutto necessario che le risorse presenti vengano adoperate in rete, ottimizzando l’efficienza politico – economica e consentendo una crescita delle sfere urbane, culturali e sociali.
Questi centri sfruttano i vantaggi garantiti dalle tecnologie ICT e massimizzano il ruolo del capitale umano all’interno del contesto urbano. Inoltre essi migliorano il traffico stradale mediante l’adozione di sistemi che permettano di velocizzare la circolazione dei veicoli.
In un contesto del genere è anche presente un piano di sicurezza, che aiuti ad affrontare situazioni di emergenza (come frane, terremoti, inondazioni, alluvioni, ecc.), riducendo i rischi ai minimi termini.
Fatta questa breve parentesi sul concetto di Smart City, cerchiamo adesso di capire se le città intelligenti rappresentano una possibilità concreta o se restano soltanto una mera utopia fantascientifica.
Secondo una ricerca condotta da Johnson Controls su dodici Nazioni del mondo, sviluppare questi centri urbani è una cosa tutt’altro che semplice e le difficoltà principali dipendono soprattutto dalla carenza di fondi. Fondi che (da quanto sembra) finanzia:
- lo Stato nel 57% dei casi;
- il fondo pubblico nel 34% dei casi;
- e la municipalità nel 21% dei casi.
Nonostante ciò, molti Paesi stanno compiendo dei passi importanti per dotare di intelligenza i propri centri urbani: secondo lo studio, infatti, il 41% dei nuclei presi in esame sta strutturando un progetto per diventare smart, il 24% già lo possiede da tempo e solo il 10% ne è sprovvisto.
Quindi come diventeranno le città del futuro? Ideologicamente, nelle Smart City gli edifici verranno gestiti a distanza con sistemi automatici che consentiranno di abbassare gli sprechi, prevenendo gli incendi e le fughe di gas. Tali strutture, inoltre, non dovrebbero più essere solo antisismiche, ma potrebbero offrire maggiore sicurezza anche in presenza di catastrofi naturali come le alluvioni.
Un’altra caratteristica interessante delle città intelligenti è che le stesse dovrebbero essere più densamente popolate. Ciò consentirà di occupare meno spazio, di incrementare l’efficienza negli spostamenti e di abbassare i consumi.
Nei nuclei urbani cresceranno modelli alternativi per la produzione di cibo e verranno inclusi giardini verticali, tetti con serre, orti nelle scuole e nelle imprese, fattorie automatizzate e aziende agricole sotterranee.
Ma non è tutto: nell’immaginario ideale aumenteranno le zone verdi e gli spazi pubblici verranno dotati di nuove forme di illuminazione, che aiuteranno a riprodurre in modo artificiale la luce diurna durante le ore notturne. Poi si stimoleranno gli spostamenti a piedi o con mezzi non inquinanti come la bicicletta e si commerceranno veicoli a guida automatica e con motori elettrici.
Queste sono solo alcune delle tante innovazioni che verranno inserite nelle smart City se i governi continueranno a puntare sul loro sviluppo: uno sviluppo sempre più necessario per consentire al mondo e ai suoi abitanti di vivere meglio.
