Smart-Working: il lavoro in ufficio è davvero superato?
La disputa fra smart working vs ufficio si sta facendo sempre più pressante in molte aziende italiane. La pandemia di Covid-19 ha stravolto la distinzione marcata fra casa e ufficio, a cui tutti erano abituati fin dalla rivoluzione industriale, mostrando come sia possibile essere produttivi anche in un ambiente domestico.
L’impatto del lavoro intelligente è stato talmente d’effetto che moltissime attività stanno faticando a tornare alla normalità, con alcune che non hanno nemmeno intenzione di farlo. I benefici di questo approccio (soprattutto per alcune realtà) sono indiscutibili, ma l’ufficio si può davvero considerare superato?
Smart working vs ufficio: dove si produce di più?
Un’azienda ha come scopo principale il mantenere uno standard produttivo costante, che sia sufficiente a non farla andare in perdita. Anche se non tutte possono permettersi di decentralizzare il luogo di lavoro adottando un approccio smart (a causa di limitazioni sia fisiche che strumentali), quelle che hanno facoltà di scelta si trovano a dover fare i conti con diversi fattori.
La qualità produttiva può fruttare maggiormente in termini di valore rispetto alla quantità. Recenti studi hanno dimostrato come il lavoro da casa (più del lavoro svolto in un contesto tradizionale) sia uno stimolo per il dipendente a eseguire meglio i propri compiti.
Tale dato trova un riscontro significativo quando il lavoratore deve focalizzarsi su incarichi complessi, che richiedono un elevato grado di concentrazione. In questi casi il risultato è nettamente superiore a quanto si avrebbe in ufficio, poiché non si è sottoposti alla pressione sociale di superiori o colleghi.
Secondo alcune ricerche sulla psicologia ambientale, tuttavia, i dipendenti producono di più lavorando in team se si tratta di progetti non troppo complessi. In questi casi il lavoro in presenza offre risultati migliori, perché si basa su uno degli aspetti distintivi dell’essere umano: la necessità di socializzare.
Va inoltre ricordato come la scelta di un approccio smart sia fortemente legata alle inclinazioni del soggetto stesso. Ogni persona è diversa e si trova a proprio agio in contesti che possono differire parecchio gli uni dagli altri. Le aziende interessate a ottenere il massimo dei risultati devono, quindi, valutare anche la personalità dei propri impiegati.
I vantaggi dello smart working rispetto al lavoro in ufficio
Oltre al discorso produttivo, ci sono altri plus e minus che bisogna considerare nella diatriba smart working vs ufficio. Come già asserito, il principale vantaggio del lavoro da casa è una consistente riduzione dello stress. Poter evitare spostamenti e spese extra per parcheggi o carburante, contribuisce a garantire una maggiore serenità produttiva.
Non essere vincolati a orari rigidi, inoltre, permette di organizzare meglio la propria routine quotidiana, lavorando solo quando serve e per il tempo necessario. Di contro, una libertà così elevata può fare incappare in più distrazioni, rispetto a quelle che si avrebbero in sede.
Trovare il giusto equilibrio fra smart working e ufficio non è facile, soprattutto in Italia dove l’idea di lavoro è ancora fortemente legata al concetto più tradizionale del termine. Il lockdown forzato ha comunque evidenziato la possibilità di approcci più intelligenti allo svolgimento dei compiti, in particolare per quelli che richiedono lo sviluppo di idee creative.
In conclusione si può sostenere che il ruolo del lavoro agile è cruciale per la sopravvivenza delle aziende, le quali però devono puntare sull’innovazione. È necessario superare i concetti obsoleti e dare la giusta rilevanza alle persone e ai processi creativi, progettando spazi di lavoro adeguati (sia a casa che in ufficio).
