Il nuovo ruolo dell’IT manager nell’era dello smart working
A causa dell’attuale pandemia di Covid-19 (che ormai da oltre un anno non accenna a risolversi) sempre più aziende si sono via via orientate verso lo smart working. Questo nuovo approccio professionale ha sancito per tutte le figure coinvolte nell’Information Technology l’impellente necessità di compiere un’evoluzione netta e radicale.
Proprio da quando si è diffuso il lavoro agile, infatti, le aziende alla ricerca di IT manager per rimpolpare i reparti carenti hanno iniziato a selezionare i candidati considerando, non solo le mere competenze di natura tecnica (come spesso avveniva in passato), ma anche abilità secondarie tipo quelle comunicativo-relazionali.
Smart working e cambiamenti nell’ambito IT
Ogni azienda che si è trovata a dover implementare lo smart working nella propria routine produttiva, ha dovuto necessariamente evolvere anche il reparto IT. Il lavoro da casa ha portato diversi problemi da fronteggiare tempestivamente e le maggiori sfide che le imprese hanno dovuto sostenere si sono incentrate su cyber security, integrazione cloud dei data center e digital transformation.
Delle tre, la cyber security ha subito i maggiori cambiamenti. Essa si è orientata sempre di più verso una gestione preventiva, piuttosto che in risposta a tentativi di attacchi e violazioni. Ciò perché, con l’aumentare delle connessioni dei dipendenti da casa, è aumentato anche il flusso di dati esterni all’infrastruttura di rete aziendale. Per proteggere le informazioni si è quindi resa necessaria l’attuazione di misure difensive più efficienti.
Strettamente correlata al bisogno di una maggiore protezione dei dati, è subentrata anche la necessità di formare adeguatamente i dipendenti non tecnici, affinché si abituassero a ragionare in termini di sicurezza IT.
Le aziende hanno poi dovuto potenziare le rispettive infrastrutture IT connesse con il cloud: anche in questo caso temi come la sicurezza e la formazione hanno da un lato rappresentato una sfida impegnativa e dall’altro giocato un ruolo fondamentale.
La trasformazione digitale per integrare lo smart working rimane tuttavia quella dal maggior impatto sull’evoluzione delle aziende. In particolare per quanto concerne le abilità richieste a figure quali l’IT manager e il CIO (Chief Information Officer). Tali professionisti, infatti, devono ora essere in grado di dialogare efficientemente con il management di business.
Le soft skill del nuovo IT manager
Secondo un recente sondaggio, le hard skill tecniche che in passato avvantaggiavano un potenziale candidato alla posizione di IT manager, nell’era dello smart working, non sono più sufficienti per le aziende. Il dislocamento delle risorse di lavoro all’esterno delle strutture dell’impresa richiede infatti le seguenti soft skill complementari:
- abilità comunicative elevate;
- capacità di relazionarsi con i colleghi;
- propensione al lavoro di squadra;
- buona gestione del tempo e delle situazioni stressanti.
Oltre all’aver compiuto un percorso di studi adeguato e al possedere competenze tecniche certificate, gli aspiranti IT manager di oggi devono quindi dimostrare di essere persone dinamiche, attente e scrupolose. Tutte caratteristiche che li agevoleranno nell’assumere un ruolo cruciale all’interno del processo decisionale aziendale.
Come dimostrano gli studi effettuati, infatti, gli IT manager odierni vengono attivamente coinvolti anche negli altri settori dell’azienda. Un esempio di ciò sono il marketing e le vendite, in cui le interazioni fra reparto IT e business sono particolarmente marcate.
Le figure IT attualmente più richieste
Alla luce di quanto esposto è facile intuire quali siano le figure IT attualmente più ricercate: al primo posto vi sono gli esperti di cyber security, seguiti dai tecnici che si occupano della gestione dei dati in cloud e dagli architetti di sistema. Servono poi data scientist, sviluppatori e professionisti dell’e-commerce.
Il quadro generale dell’information technology qui descritto dimostra come lo smart working stia spingendo le aziende verso un approccio nuovo, con spostamenti del budget dedicato al settore IT dall’operatività all’innovazione.
