Software as a Service: quanto è giusto pagare?
Il modello di distribuzione Software as a Service (SaaS), evoluzione del paradigma Application Service Provider (ASP) nato nel corso degli anni Novanta, prevede la possibilità di usufruire di applicazioni software direttamente su internet. Queste ultime, vengono proposte sotto forma di servizio e possono riguardare, giusto per citare due casi, ambiti come la musica in streaming o l’archiviazione di documenti aziendali.
Dal punto di vista del pricing, ricordiamo che gli utenti hanno la possibilità di aprire un account freemium, caratterizzato cioè da una pletora di funzionalità inferiore rispetto a quella degli account a pagamento. Viene quindi naturale chiedersi quanto sia giusto pagare e farsi domande sulle strategie utilizzate dalle aziende per portare gli utenti a fare upgrade dall’account freemium a quello premium.
Software as a Service: dagli account freemium a quelli a pagamento
Non esiste un criterio di prezzo definito nell’ambito SaaS. Ci sono però aziende che hanno iniziato a mettere in atto da tempo una strategia ben precisa, ossia quella di fare leva sulle emozioni degli utenti attraverso il potenziamento della presenza del brand sui social network. Sono diversi gli esperti di marketing che hanno notato come basti poco tempo per creare un legame emotivo tra le aziende che propongono Software as a Service e gli utenti finali.
Questi ultimi, quando si vedono proporre nuovi strumenti in grado di aiutarli a migliorare il proprio business, sono più incoraggiati a supportare economicamente il lavoro di una Software House. Gli sviluppatori, dal canto loro, devono fare in modo che il modello Freemium permetta davvero all’utente di dare una svolta alla propria attività, così da essere in grado in un futuro immediato di pagare il modello Premium. In poche parole, la versione Freemium di un Software as a Service non deve essere una forma “castrata” di quella Premium.
Politiche di prezzo e criteri di scelta della Software House
Quando si parla di SaaS e di politiche di prezzo, è necessario ricordare che il costo per gli utenti Premium è legato a filo doppio al numero di persone che decidono di mantenere un abbonamento Freemium. In casi del genere, la Software House deve comunque rientrare nei costi di gestione del programma e, di conseguenza, li carica sulle fee degli utenti Premium.
Per evitare di pagare troppo, è quindi necessario scegliere con attenzione la realtà che eroga il Software. Ecco che caratteristiche dovrebbe avere la sua proposta per riuscire a sostenere un alto numero di utenze Freemium e, di conseguenza, per non caricare eccessivamente gli abbonanti Premium:
- Il servizio deve avere un potenziale di crescita virale.
- Il potenziale di mercato deve essere il più ampio possibile, indi il servizio deve risultare adatto sia per il mercato B2C, sia per quello B2B.
- La gestione deve essere semplice e gli utenti non devono fare riferimento ad alcun servizio di supporto.
- Il servizio deve essere aggiornato in maniera costante, così da rispondere nel migliore dei modi alle richieste degli utenti.
Sul web sono disponibili tantissime informazioni relative alle politiche aziendali delle varie Software House. Consultanole è possibile documentarsi in merito al numero di utenti paganti e ai costi sostenunti per l’acquisizione di nuovi clienti.
Per trovare la realtà ideale a cui rivolgersi per l’acquisto di un SaaS, è molto importante informarsi sul monitoraggio del numero degli utenti Freemium. Per evitare che i costi per gli utenti Premium risultino insostenibili, è essenziale che la Software House tenga sotto controllo questo aspetto e che sia in grado di prevenire il raggiungimento di un punto di non ritorno.
