Sostenibilità climatica urbana: perché è fondamentale?
La sostenibilità climatica urbana è oggi una delle sfide più rilevanti a livello planetario. Le città, pur occupando appena il 3% della superficie terrestre, ospitano oltre la metà della popolazione mondiale e producono circa il 70% delle emissioni globali di gas serra.
Tale concentrazione di individui, attività economiche e infrastrutture rende i medesimi territori urbani dei centri nevralgici di innovazione e sviluppo, ma anche degli spazi ad altissima vulnerabilità agli impatti del cambiamento climatico.
Le principali strategie per la sostenibilità climatica urbana
Le dinamiche climatiche in corso mostrano già i loro effetti tangibili: l’aumento medio delle temperature globali, l’incremento delle ondate di calore estreme, la frequenza di eventi meteorologici intensi e l’innalzamento del livello del mare stanno difatti incidendo in modo diretto sulla qualità della vita cittadina.
In particolare, le isole di calore (un fenomeno determinato dalla concentrazione di superfici impermeabili e scure, come asfalto e cemento, e dalla ridotta presenza di vegetazione) accentuano ulteriormente gli effetti del riscaldamento globale, rendendo le città più calde di diverse unità di grado rispetto alle aree circostanti.
In questo contesto, la sostenibilità climatica urbana non può limitarsi a interventi puntuali, ma deve tradursi in una visione sistemica, che integri mitigazione e adattamento. Ciò significa ridurre le emissioni, migliorare l’efficienza energetica, ripensare i modelli di mobilità e predisporre strategie per rafforzare la resilienza delle popolazioni urbane di fronte a fenomeni ormai inevitabili.
Le città hanno a disposizione un ampio ventaglio di strategie tecniche e politiche per affrontare le sfide climatiche. Queste possono essere raggruppate in tre grandi categorie, che verranno subito descritte di seguito.
- Soluzioni basate sulla natura (Nature-based Solutions, NbS)
Le NbS si fondano sull’utilizzo di processi e risorse naturali per mitigare gli impatti climatici. Tra le più efficaci si annoverano:
- verde urbano diffuso: parchi, giardini verticali, tetti e facciate verdi contribuiscono a ridurre le temperature, migliorare la qualità dell’aria e gestire le acque piovane;
- foreste urbane e periurbane: aumentano la capacità di assorbimento della CO₂ e forniscono ombreggiamento, abbattendo l’effetto isola di calore;
- infrastrutture blu: laghi artificiali, canali e sistemi di raccolta delle acque piovane migliorano la resilienza idrica e riducono il rischio di allagamenti.
- Innovazione tecnologica e architettonica
La sostenibilità urbana richiede edifici e infrastrutture resilienti, caratterizzati da alte prestazioni energetiche e da sistemi intelligenti di gestione:
- edifici a energia quasi zero (nZEB), con isolamento termico avanzato, pannelli solari integrati e sistemi di ventilazione naturale;
- tetti e superfici riflettenti, in grado di abbassare la temperatura degli ambienti interni riducendo la domanda di raffreddamento artificiale;
- reti elettriche intelligenti (smart grid) e sistemi di accumulo energetico, che permettono di gestire in maniera ottimale la produzione e il consumo.
- Governance multilivello e politiche integrate
Le città non possono operare in isolamento, poiché la sostenibilità climatica urbana richiede una governance multilivello che integri politiche nazionali, regionali e locali. Elementi chiave sono:
- pianificazione urbana resiliente, con regolamenti edilizi aggiornati e incentivi economici per interventi sostenibili;
- partecipazione della comunità, per garantire l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili;
- cooperazione internazionale, necessaria per trasferire conoscenze, tecnologie e risorse finanziarie.
Vulnerabilità climatica delle città africane
Il continente africano rappresenta oggi uno degli epicentri più critici delle sfide climatiche urbane. Le sue città crescono a un ritmo tra i più rapidi al mondo, con una popolazione destinata a raddoppiare entro il 2050.
Tale crescita accelerata avviene spesso in assenza di infrastrutture adeguate, con ampie fasce di abitanti che vivono in insediamenti informali, privi di servizi essenziali e particolarmente esposti ai rischi ambientali. L’aumento delle temperature (già evidente) sta provocando ondate di calore estreme con conseguenze sanitarie drammatiche.
La produttività del lavoro (specialmente nei settori all’aperto) risulta compromessa, mentre la sicurezza alimentare è minacciata da perdite ingenti nella filiera agricola. Secondo proiezioni internazionali, oltre un miliardo di persone potrebbero trovarsi in condizioni di vulnerabilità climatica estrema entro il 2050.
Una delle priorità per le città africane riguarda pertanto lo sviluppo di sistemi di raffreddamento sostenibile. L’aumentata dipendenza da condizionatori tradizionali, energivori e altamente emissivi, rischia di amplificare il circolo vizioso tra domanda di energia, emissioni e riscaldamento globale.
Per questo motivo, sono state avviate iniziative che promuovono soluzioni di raffreddamento passivo e nature-based. Un esempio è il programma BeCool, sviluppato in Asia e ora adattato al contesto africano. Le misure principali includono:
- tetti riflettenti e vernici speciali, capaci di ridurre fino a 4°C la temperatura interna degli edifici;
- ventilazione naturale e design bioclimatico, che sfruttano correnti d’aria e orientamento architettonico;
- spazi verdi strategici, che creano microclimi urbani più freschi e migliorano il comfort termico.
Le suddette soluzioni, oltre a ridurre la dipendenza da sistemi di raffreddamento artificiale, offrono pure co-benefici ambientali ed economici.
Soluzioni e prospettive future
La risposta africana alla crisi climatica urbana non si limita alle tecnologie, ma si estende alle politiche pubbliche. Alcuni Paesi hanno già iniziato a integrare misure di raffreddamento sostenibile nei propri piani climatici:
- Somalia: ha incluso il raffreddamento sostenibile nei nuovi Contributi Determinati a livello Nazionale (NDC);
- Kenya: sta aggiornando i codici edilizi, introducendo requisiti specifici per l’edilizia resiliente e sostenibile;
- Sudafrica: centri tipo Città del Capo hanno richiesto un rafforzamento del sostegno finanziario e politico per implementare strategie urbane di adattamento.
Gli esempi in questione mostrano una crescente consapevolezza politica, accompagnata dall’indispensabile necessità di un forte supporto internazionale per garantire l’attuazione concreta delle misure.
Gli incontri tecnici e i dialoghi multilaterali svolti in Africa hanno sottolineato l’importanza di costruire alleanze tra governi, organizzazioni internazionali, settore privato e comunità locali. Il rafforzamento delle partnership internazionali e dei meccanismi di finanziamento è considerato fondamentale per consentire alle città africane di guidare processi di innovazione climatica.
Le prospettive future indicano che le esperienze africane avranno un ruolo decisivo nell’orientare le linee guida tecnico – politiche della regione, promuovendo maggiore coerenza tra le strategie nazionali e le azioni locali. Se adeguatamente sostenute, le città di questo territorio potrebbero trasformare la loro attuale vulnerabilità in un’opportunità, diventando modelli globali di resilienza e sostenibilità climatica.
