Smart-Working: come risolvere il problema della stampa dei documenti?
Il binomio stampa e Covid è piuttosto problematico, soprattutto per chi si è ritrovato all’improvviso a dover lavorare da casa. Di norma, infatti, se in ufficio la stampante ha sempre rappresentato un componente essenziale e imprescindibile, nell’ambiente domestico la sua presenza non è mai stata per niente scontata.
Con l’arrivo della pandemia e il consolidarsi dello smart working, però, disporre nell’abitazione di dispositivi adatti alla stampa cartacea dei documenti è diventato fondamentale. Per questo motivo nel mercato hanno cominciato a diffondersi diversi modelli interessanti che, con il passare del tempo, verranno perfezionati e sempre più costruiti sulla base delle nuove necessità lavorative.
Investimenti nello smart working e stampa da casa
Alcune stime prevedono che entro il 2022 circa il 75% delle aziende avrà abbracciato il concetto di lavoro ibrido, ovvero inclusivo anche dell’home working. Le infrastrutture aziendali risulteranno quindi modificate e dovranno rispondere al bisogno di munire i dipendenti di apparecchiature adeguate.
Sempre secondo il suddetto sondaggio, entro il 2023 si ritiene che oltre il 75% delle attività avrà compiuto i passi necessari per dare ai lavoratori in smart working le medesime parità tecniche presenti in sede. Ciò consentirà loro di collaborare in tempo reale con i colleghi in ufficio, anche da remoto.
Il Covid ha dunque evidenziato quanto sia importante creare ambienti di lavoro opportunamente attrezzati tra le mura domestiche. Per questa ragione è plausibile aspettarsi che buona parte degli investimenti verrà riservata alla stampa.
L’impatto che ha avuto il Covid sulla stampa
I dati inerenti al mercato delle stampanti dimostrano come la pandemia globale abbia avuto un impatto negativo sulla vendita dei dispositivi da ufficio. A livello prettamente economico, il Covid ha ridotto gli investimenti delle aziende sull’acquisto dei dispositivi di stampa, passando dai 1.039 milioni di euro spesi nel 2019 agli 862 milioni di euro spesi nel 2020 (all’incirca il 17% in meno).
A pagarne maggiormente le conseguenze sono state le stampanti multi funzione (MFP) per formati A3, che hanno visto un calo del 21%, mentre quelle per formati A4 hanno registrato un decremento dell’8%. Tali valori, tuttavia, sottolineano che le MFP per A4 rappresentano la scelta migliore per la stampa da casa.
Adeguare il work place alla stampa e al Covid
Visto il trend sempre più orientato verso lo smart working, è cruciale per le aziende comprendere quanto sia importante fornire ai lavoratori un work place equipaggiato adeguatamente per rispondere alle esigenze di stampa e alle restrizioni imposte dal Covid.
Come anticipato, la soluzione migliore per stampare da casa è rappresentata dalle stampanti MFP per A4, poiché risultano essere più compatte e facili da posizionare in un ambiente domestico. Le suddette caratteristiche, inoltre, si adattano perfettamente anche alla riorganizzare del work space in ufficio, dove si richiede il rispetto delle norme sul distanziamento sociale.
Installare più stampanti di piccole dimensioni dislocandole in diverse zone del reparto lavorativo, assicura di diminuire i tempi di attesa per il ritiro dei propri documenti, evitando così il formarsi di code e assembramenti. In più, le MFP A4 sono ideali anche per mantenere le scrivanie libere e lasciare il giusto spazio fra gli impiegati che condividono una medesima postazione.
Da quanto detto è evidente il fatto che il Covid influenzi non poco il settore della stampa, ma ciò può essere interpretato come un’opportunità per evolvere l’azienda attraverso investimenti mirati e utili. Nel tentativo di rispondere meglio alle future esigenze delle imprese, diverse società specializzate in forniture da ufficio hanno già iniziato a sviluppare servizi pensati ad hoc.
