Struttura IT: come ottimizzarla
L’ottimizzazione della struttura IT è oggi esigenza di tantissime strutture aziendali. Per concretizzarla bisogna considerare alcuni passi specifici, partendo dalla virtualizzazione di hardware e software, che consente di distribuire meglio i carichi di lavoro in azienda, ma anche di ridurre i costi energetici.
Si prosegue con la scelta del sistema operativo. Non è raro notare come molti imprenditori trascurino questo secondo aspetto, utilizzando device che funzionano con sistemi come Windows XP. Tale sistema operativo è stato importante, ma ha ormai fatto il suo tempo e non è certo il massimo dal punto di vista della sicurezza, dato che nel 2014 sono stati bloccati gli aggiornamenti da parte di Microsoft.
La soluzione giusta prevede il ricorso a sistemi operativi professionali. Un esempio utile da citare è Windows 10 Pro, che consente di concretizzare il collegamento a un dominio, ma anche di usufruire della connessione a Microsoft Azure Directory. Con un sistema operativo Home tutto questo sarebbe impossibile.
Tra gli altri aspetti distintivi dei sistemi operativi pro, soluzioni ideali per una struttura IT di qualità, è possibile includere anche la possibilità di impostare criteri di gruppo sia a livello locale, sia a livello di server. Ancora più importante è però la protezione garantita ai dati aziendali, oggi vero e proprio oro nero di qualsiasi business.
Il ruolo del Cloud
I passi da seguire per ottimizzare al massimo la struttura IT non finiscono certo qui. Per raggiungere questo importante obiettivo, è necessario considerare pure il trasferimento sul Cloud dei dati aziendali.
Oggi come oggi, i dispositivi di archiviazione di massa sono sia facilissimi da reperire, sia estremamente economici. Per capirlo basta pensare che, fino a pochi anni fa, un hard disk esterno da 1 Tb aveva un prezzo a dir poco alto. Adesso questa memoria è addirittura bassa se si considera che la norma per le realtà di business è l’acquisto di hd da 2 o da 4 Tb.
Economici e diffusi sono anche i Nas di rete, che garantiscono una protezione che non ha nulla da invidiare a quella di un server. Tra i loro servizi è possibile ricordare il RAID su 2 o più dischi, con alert in tempo reale sullo stato degli stessi.
Tutto questo è molto positivo, ma non deve far dimenticare il rovescio della medaglia: le memorie esterne sono soggette a degrado fisico e possono essere sottratte, con ovvi danni per il business aziendale.
Ecco perché, per ottimizzare la struttura IT e per tutelare al meglio i dati aziendali, è sempre più indispensabile rivolgersi a professionisti o a team in grado di offrire servizi verticali di Cloud e Storage.
Perché avere un piano di Disaster Recovery
Un ulteriore step da tenere in conto è il piano di Disaster Recovery, ossia le misure da adottare per ripristinare la situazione iniziale in seguito a un danno ai sistemi informatici aziendali. Non bisogna assolutamente trascurare questo aspetto, in quanto anche un blackout può procurare seri problemi.
Ogni realtà ha esigenze diverse per quanto riguarda i piani di Disaster Recovery. Si possono però individuare alcuni fattori comuni:
- l Ricorso a configurazioni ridondanti per tutti gli elementi critici;
- l Utilizzo di configurazioni ridondanti sia per i singoli dispositivi di rete, sia per i server;
- l Ricorso a funzioni di backup per la protezione dei dati e replica del suddetto approccio a intervalli regolari.
In casi estremi, il piano di Disaster Recovery può richiedere la creazione di una replica del Data Center aziendale. I due devono comunque essere allineati, così che, in caso di problemi, tutte le operazioni possano essere trasferite al Data Center gemello, mantenendo quindi la struttura IT sempre efficiente.
