Sussidi per le pompe di calore residenziali in Europa
I costi di investimento ancora troppo elevati dei sistemi HVAC a basse emissioni di carbonio, hanno imposto la necessità di concedere dei sussidi per le pompe di calore residenziali: argomento approfondito dall’Associazione Europea delle Pompe di Calore (EHPA), che ha redatto un rapporto in cui ha esaminato tutte le tipologie di sostegno finanziario riservate alle famiglie nei diversi Stati membri.
La panoramica ha riguardato in particolar modo le pompe di calore residenziali ad aria e a terra, nonché le pompe di calore ibride e ad acqua calda sanitaria, ma l’EHPA ha raccolto solo i dati di Regno Unito, Norvegia, Svizzera e altre nazioni dell’UE, escludendo invece Bulgaria, Estonia, Cipro, Grecia, Romania, Malta, Slovenia, Lussemburgo e Lettonia, poiché hanno un mercato ridotto o i loro programmi risultano attualmente sospesi.
Quali sono i sussidi per le pompe di calore previsti dagli Stati membri?
L’Austria offre un contributo per le pompe di calore ad aria e a terra installate in nuovi edifici fino al 20% del loro prezzo. Il sussidio ha un valore massimo di 7.500 euro (8.075 dollari) se il potenziale di riscaldamento globale (GWP) della pompa di calore è compreso tra 1.500 e 2.000. Per le installazioni di retrofit, la sovvenzione copre al massimo il 35% del costo senza superare i 5.000 euro. Il sussidio è in vigore dal 3 gennaio 2023 al 31 dicembre 2024.
In Belgio, le sovvenzioni sono disponibili solo per le installazioni di retrofit e i valori variano notevolmente a seconda delle regioni e della tecnologia della pompa di calore. Nelle Fiandre, per esempio, le pompe di calore a terra sono sovvenzionate tra i 4.000 e i 6.400 euro, mentre a Bruxelles le pompe di calore ad aria possono ricevere fino a 4.750 euro.
La Croazia concede aiuti per progetti di retrofit una o due volte l’anno, per un massimo di 4.250 euro e fino al 40% del costo per le pompe di calore ad acqua calda sanitaria e per quelle ad aria e a terra. Il sussidio è maggiore nelle regioni più povere e i costi di installazione – componenti ausiliari sono ammissibili al sostegno.
Se in Francia chi acquista pompe di calore a terra per immobili esistenti può ottenere un contributo fino a 15.000 euro e fino a 9.000 euro per le pompe di calore ad aria (il programma è in vigore dal 2020 al 2024), in Germania le pompe di calore ad aria per installazioni retrofit possono ricevere fino a 15.000 euro o fino a 18.000 euro (a seconda del modello) entro il 2030.
L’Italia ha tre programmi di agevolazioni fiscali per i progetti di ristrutturazione, che coprono dal 50% al 110% dei costi delle pompe di calore, mentre i Paesi Bassi offrono sovvenzioni per le installazioni di retrofit fino a 3.750 euro per le pompe di calore ad aria, 5.100 euro per quelle a terra e 3.000 euro per quelle ibride (nel 2023, i sussidi sono stati estesi ai sistemi con capacità di riscaldamento oltre i 70 kW fino a un massimo di 400 kW).
La Norvegia mette a disposizione incentivi solo per le pompe di calore a terra, fino a 1.000 euro sia per i nuovi edifici che per le ristrutturazioni, e la Spagna prevede bonus per gli edifici collegati al teleriscaldamento che utilizzano esclusivamente pompe di calore nella centrale energetica (qui il sussidio è di 2.070 euro/kW e fino al 70% dell’investimento per i nuovi edifici in comunità energetiche senza scopo di lucro).
Cinque contee svizzere hanno diversi programmi di incentivi, da sussidi fino a 22.320 euro per la sostituzione di un riscaldatore elettrico con una pompa di calore da terra in un progetto di ristrutturazione a Vaud, fino a 3.043 euro per una pompa di calore ad aria in una nuova casa unifamiliare a Ginevra. Il Regno Unito, infine, offre finanziamenti di 5.000 sterline (5.804 euro) per le pompe di calore ad aria e di 6.000 sterline (6.916 euro) per le pompe di calore a terra, sia per i nuovi edifici che per le ristrutturazioni.
