Testing e Debug: come automatizzarlo
Le fasi di debug e testing sono fra le più delicate da eseguire durante tutto lo sviluppo di un software. Esse hanno infatti il compito di verificare il corretto funzionamento del codice e la presenza di eventuali errori (anche detti bug). Effettuarle nella maniera corretta è importante, ma spesso anche difficile e laborioso.
Gli sviluppatori, tuttavia, possono contare su software di controllo automatizzati, capaci di sostituire l’operatore umano nei test di verifica più ripetitivi. L’automazione di questi importanti processi deve, però, essere fatta con strumenti affidabili, in modo da garantire l’acquisizione di dati utili e certi.
Differenze fra debug e testing del software
Testing e debug hanno due definizioni che spesso vengono utilizzate come sinonimo l’una dell’altra, ma (seppur interconnesse) sono in realtà operazioni ben distinte.
Il testing di un software consiste nel verificare che quest’ultimo rispetti i requisiti richiesti dal cliente e che funzioni correttamente. È in tale fase che vengono identificati eventuali errori (che possono essere sia di sintassi del codice, ma anche di incompatibilità fra funzioni integrate).
Una volta che le anomalie sono state individuate, si passa all’operazione di debugging o debug, ovvero la fase di correzione delle stesse. Infine, per verificare se le modifiche apportate funzionano, si esegue nuovamente il testing.
Automatizzare testing e debug: perché è utile
Lo sviluppo di applicazioni e software sempre più complessi, che necessitano di un elevato grado di flessibilità e scalabilità, comporta operazioni di testing e debug non indifferenti. Individuare manualmente gli errori fra migliaia di righe di codice è un lavoro lungo, che richiede tempo, risorse e pazienza.
Con i test di automazione, invece, le suddette operazioni possono essere eseguite dalle macchine, così da liberare gli sviluppatori dall’onere di compiere verifiche difficili e soprattutto ripetitive. Quando si testa un software, infatti, molte delle prove da effettuare sono similari e variano solo in alcuni aspetti (come ad esempio un diverso sistema operativo o dati di input differenti).
Approntare terminali diversi, con decine di operatori impegnati a testare l’applicazione in ogni possibile scenario, risulterebbe per qualunque azienda di sviluppo software troppo dispendioso a livello economico e temporale. Ecco dunque perché l’automazione è la scelta più sensata e conveniente.
Come si automatizzano testing e debug
L’automazione di test e debug si effettua tramite appositi programmi di software testing. Ne esistono moltissimi in commercio, ma scegliere quello giusto non è sempre facile e immediato. A seconda della tipologia di applicazione che si sta sviluppando, può risultare utile personalizzare il software di testing, per adattarlo a ciò che serve agli sviluppatori in quel momento.
Questa necessità sottolinea come sia importante scegliere un programma flessibile, semplice da utilizzare e che permetta un certo grado di integrazione. Non è raro, infatti, che gli sviluppatori, una volta terminata l’applicazione da testare, si mettano a lavorare sul software di testing, in modo da prepararlo adeguatamente per le verifiche di cui hanno bisogno.
Va tuttavia sottolineato che quanto detto fino ad ora è relativo ad ambienti di sviluppo waterfall, in cui il codice viene scritto in toto prima di essere testato. L’automazione in modelli Agile/DevOps (che si basano sull’integrazione e la distribuzione continua di nuove parti del software) è possibile, ma richiede programmi di testing più specifici e complessi.
I software automatici, in questo caso, devono essere in grado di eseguire continuamente i test, rimanendo al passo con il ciclo di design del prodotto. Scegliere l’applicazione giusta (sia essa commerciale o open source), è ancora più importante per facilitare le operazioni di testing e debug.
