Tool di Videoconference: quali i più sicuri
I tool di videoconference sono piuttosto utili in ambito lavorativo e privato, poiché permettono a diversi utenti contemporaneamente di partecipare a vere e proprie conferenze. Tra le applicazioni più popolari troviamo ad esempio Zoom, che durante il lockdown è stato utilizzato da migliaia di persone per rimanere in contatto con i propri cari.
Alcune recenti indagini hanno tuttavia evidenziato importanti vulnerabilità nella sicurezza di questo stesso programma: dai classici furti di dati, alle persone entrate nelle chat senza invito e i video finiti su database cinesi non protetti. Nonostante in rete ci sia davvero di tutto, esistono delle valide alternative per fare call online, che verranno descritte di seguito.
Jitsi, l’app open source
Il primo tool di videoconference che vale la pena di analizzare è l’open source Jitsi. Si tratta di un programma disponibile sia tramite web che come app per dispositivi iOS e Android. Ne esistono due versioni, ma la più affidabile è quella da installare su server aziendali proprietari.
La caratteristica principale di Jitsi è che le stanze vengono create al login del primo partecipante e distrutte non appena l’ultimo lascia la conferenza. Ciò assicura che non rimanga alcuna traccia dei dati degli intervenuti o della chat.
Cisco Webex scelto dalle maggiori istituzioni
Negli Stati Uniti (dove le videoconferenze di lavoro erano già molto utilizzate anche prima della pandemia di Covid-19) uno dei programmi più amati è Cisco Webex. L’elevato grado di sicurezza offerto nelle call aziendali è dato da una crittografia end-to-end, che impedisce ai server su cui sono hostate di registrare qualunque tipo di dato.
Microsoft Teams fra IA e personalizzazione
Anche la nota casa di Redmond propone un tool per videoconference davvero interessante. Il suo Microsoft Teams è molto diffuso in ambito aziendale, soprattutto grazie all’elevato grado di personalizzazione delle sale riunioni virtuali presenti. In più, è un’intelligenza artificiale a occuparsi della moderazione delle stanze e a riconoscere in automatico i comportamenti inappropriati.
FaceTime: la preferita di chi sceglie Apple
Un’app versatile e facile da utilizzare per call professionali o di piacere è FaceTime. Essa permette di avviare videoconferenze basate sulla crittografia end-to-end, sfruttando il proprio Apple ID. Alcuni dati possono essere registrati in forma anonima sui server Apple, ma nessuno è riconducibile a un utente specifico e niente di quanto scambiato durante le chat può essere violato.
Google Meet e la crittografia by-default
Il colosso di Mountain View propone un tool per videoconferenze professionali, basato su una crittografia by-default. Google Meet, infatti, cripta i dati degli utenti coinvolti nella conversazione e anche eventuali registrazioni salvate su Google Drive. Il tutto avviene nel pieno rispetto degli standard di sicurezza IETF, DTLS e SRTP.
Wire: un occhio di riguardo al GDPR
L’unica app europea fra quelle citate è Wire. Tale programma per call è caratterizzato da una crittografia end-to-end sempre attiva e pienamente conforme al GDPR. Molto interessante è il fatto che anche le chiamate vocali utilizzano lo stesso metodo di codifica (così da non poter essere intercettate), pur mantenendo un’elevata qualità dell’audio.
Quelli sopra elencati sono i tool per videoconference, che hanno mostrato un’attenzione concreta nei confronti della sicurezza e della privacy degli utenti: soluzioni ottimali soprattutto per le aziende alla ricerca di programmi che consentano di organizzare meeting online, senza temere fughe di dati o l’infiltrazione da parte di utenti non autorizzati.
