Scuola: investire in VMC è un must
La VMC nelle scuole italiane dovrebbe essere obbligatoria e non opzionale. Questo per il semplice fatto che il sistema di ventilazione meccanica controllata rappresenta ad oggi una delle principali armi per arginare la diffusione del Covid-19 all’interno degli edifici pubblici.
A dimostrarlo sono diversi studi scientifici condotti negli ultimi mesi da rinomati ospedali e istituti di ricerca che, attraverso un’attenta sperimentazione e indagini mirate, hanno confermato l’efficacia di tale strumento.
Gli effetti benefici sono talmente importanti che in alcune regioni italiane si è già pensato di predisporre dei bandi per incentivarne l’integrazione, così da dare modo alle persone di proteggersi il più possibile dai rischi della pandemia.
Perché la VMC nelle scuole può fare la differenza
La diffusione del patogeno SARS-CoV2 avviene principalmente attraverso i droplet e gli aerosol di starnuti e colpi di tosse prodotti dalle persone infette. La distanza a cui possono arrivare queste particelle è quindi limitata, ma pur sempre pericolosa.
Nelle simulazioni effettuate si è stabilito che il raggio medio raggiungibile da un colpo di tosse è pari a 1,76 metri. Le persone entro questo spazio hanno l’11% delle possibilità di respirare le particelle infette in condizioni normali di aerazione (cioè con sistemi di aria condizionata standard o spenti). Quelle più distanti (circa 4 metri), invece, non corrono alcun rischio.
Utilizzando una VMC che garantisce il doppio della portata dell’aria condizionata rispetto ai sistemi di condizionamento comuni, i suddetti valori cambiano in maniera significativa. Le probabilità che le persone più vicine all’infetto vengano raggiunte dalla “nube contagiosa” si riducono allo 0,3%, mentre per quelle lontane il dato passa allo 0,08%.
Com’è possibile notare dai dati raccolti nelle sperimentazioni, i sistemi VMC nelle scuole possono ridurre fino al 99,6% il rischio di diffusione del contagio. Il trattamento dell’aria dovrebbe dunque essere prioritario in tutti gli edifici scolastici, al fine di garantire la piena salubrità degli ambienti e la sicurezza di studenti e personale docente.
Le caratteristiche dell’impianto VMC ideale
Per ottenere la massima efficienza dagli impianti VMC nelle scuole, è necessario che questi ultimi rispettino determinate caratteristiche. Innanzitutto, il dimensionamento dell’apparecchiatura deve essere in grado di garantire i valori di portata d’aria previsti dal DM 18.12.1975 (punto 5.3.12).
È inoltre importante assicurarsi che sia presente anche un sistema di recupero di calore, fondamentale per il risparmio energetico. Sono tuttavia da escludere da questo punto i sistemi che mescolano l’aria in ingresso con quella in uscita.
Sempre in correlazione al risparmio energetico, è richiesto che i sistemi installati siano dotati di controlli a distanza. Ciò assicura un monitoraggio costante della qualità dell’aria, con la possibilità di accendere e spegnere gli impianti da remoto o in maniera programmata.
Dovendo essere installate in un ambiente scolastico, è cruciale altresì che la rumorosità delle VMC sia ridotta al minimo. I valori massimi consentiti per l’inquinamento acustico prodotto sono riportati nelle norme UNI 11532 prospetto 8 e UNI 8199:2016.
L’ultimo punto riguarda la manutenzione e la pulizia degli impianti acquistati. L’ente scolastico che decide di avvalersi dei finanziamenti messi a disposizione per l’installazione delle VMC nelle strutture didattiche, si assume per legge anche l’obbligo di conservarle in buono stato.
Il primo bando per le VMC è delle Marche
Attualmente, il primo bando ufficiale dedicato all’installazione delle VMC nelle scuole è stato emanato dalla Regione Marche. Province e Comuni potranno godere degli oltre due milioni di euro messi a disposizione rispettivamente per il 30% e il 70%. Il contributo per singolo edificio scolastico è di 4.000 euro per aula.
L’assegnazione dei finanziamenti è avvenuta in base all’ordine di presentazione delle domande, che dovevano essere inviate dal 1 marzo 2021 (ore 10:00) fino al 10 marzo 2021 (ore 23:59), attraverso la piattaforma SIGEF.
