Climatizzazione e domotica: un binomio vincente
Quando si parla di climatizzazione ci si riferisce sempre più spesso a una tecnologia che va perfettamente d’accordo con la domotica: quest’ultima infatti consente alla prima di ottimizzare i consumi, garantendo al contempo ambienti freschi anche durante i periodi più roventi.
Ma la domotica ha molti utilizzi e viene per esempio adoperata da alcuni albergatori per spegnere automaticamente l’aria condizionata non appena i clienti aprono le finestre. In altri casi è impiegata per oscurare in modo parziale i locali degli edifici durante le ore più calde della giornata.
Quando associata al condizionatore, invece, permette di programmare l’accensione dell’apparecchio all’orario desiderato, rinfrescando solo nei momenti effettivamente necessari.
Se poi essa è anche collegata agli altri elettrodomestici, li fa funzionare in orari diversi, così da evitare inutili sovraccarichi di corrente: in questo modo la lavatrice, il forno, l’asciugatrice, il microonde, ecc. non rischiano mai di far saltare l’impianto elettrico.
La domotica (oggi chiamata spesso Internet delle cose) riesce a comandare tutti i dispositivi presenti in un contesto domestico-professionale, grazie all’uso di un linguaggio univoco. Un linguaggio capace di dialogare con gli apparecchi, dicendo come e quando attivarsi.
Con un semplice smartphone questa tecnologia consente ad esempio di impostare la caldaia, di controllare lo stato dell’antifurto, di accendere le luci appena si rincasa o di far scendere le tende da esterno se il sole comincia a scaldare troppo.
Per quanto concerne la climatizzazione, l’Internet delle cose sfrutta una specie di telecomando universale che tramite App comanda qualsiasi condizionatore: per fare questo si installa una centralina e da telefono si comanda l’intero impianto.
L’installazione non prevede la presenza di alcun cavo e nella centralina sono attivi tutti i sensori relativi a temperatura, luminosità, movimento e umidità, che aiutano a controllare il clima dell’ambiente circostante.
Oltre a regolare la temperatura da distante (per esempio dall’ufficio e comunque da fuori casa), l’applicazione usa il GPS dello smartphone per accendere il dispositivo di climatizzazione quando si torna e per spegnerlo quando si ci si allontana dall’ambiente domotizzato.
Se il sistema dialoga con il climatizzatore tramite infrarossi e si connette a Internet via Wi-Fi, l’applicazione (scaricabile dal web) è disponibile a costo zero per tutti i principali sistemi operativi (Android e iOS).
Considerate le sue caratteristiche, la domotica rappresenta senza alcun dubbio una tecnologia rivoluzionaria, soprattutto quando associata agli impianti di climatizzazione. Essa infatti, oltre a rendere più gradevoli le temperature dei locali, riduce gli sprechi e l’impatto ambientale.
Per meglio comprendere quest’ultimo punto, basti infatti pensare a quanti climatizzatori sono stati installati negli ultimi anni soprattutto in Italia, dove gli apparecchi presenti costituiscono il 31% del mercato europeo.
Una percentuale davvero sconcertante che causa consumi esorbitanti e aggrava ancora di più la situazione di un Pianeta già messo a durissimo sforzo dall’intervento dei suoi stessi abitanti: gli esseri umani.
Ma la diffusione della domotica tra la popolazione può ridurre di molto questo genere di problemi, abbassando i consumi, limitando gli sprechi economici-elettrici e facendo funzionare gli apparecchi elettronici in maniera intelligente.
Certo fino a questo momento i costi per installare l’Internet delle cose non sono ancora propriamente accessibili a tutti. Nonostante ciò, però, il progredire della tecnologia potrebbe rendere più economico l’intero mercato della domotica.
Il passo successivo dovrebbe comunque essere quello di insegnare alle persone quali e quanti benefici può effettivamente dare questa grande tecnologia ancora troppo sottovalutata.
