CO2: le tecnologie che elimineranno le emissioni
Le emissioni di CO2 sono uno dei problemi principali che, ormai da diversi anni, minacciano il clima e l’ambiente terrestri. Gli scienziati continuano a ribadire la necessità di attuare degli interventi mirati e, finalmente, sembra che l’Europa abbia iniziato a rispondere in modo concreto agli accorati appelli.
Dal 15 ottobre scorso, l’UE dà la possibilità a ogni Stato membro di presentare i propri piani d’azione e le nuove tecnologie per rispondere alla crisi climatica in atto, con lo scopo di raggiungere l’obiettivo della Net-Zero Emissions (cioè un’impronta di carbonio netta pari a zero) entro il 2050.
Selezionati i 55 progetti più promettenti
Sono stati oltre 200 i progetti presentati per ridurre le emissioni di CO2 e hanno coinvolto diversi settori, in particolare quelli di energia, edilizia e costruzioni, industria, trasporti, alimentare e utilizzo del suolo. Di questi ne sono stati selezionati 55, ovvero quelli dalle maggiori possibilità di accelerare la ripresa economica e i cicli di innovazione per affrontare il cambiamento climatico.
Secondo le stime, i suddetti progetti hanno la potenzialità per sviluppare un giro d’affari fra beni e servizi pari a 790 miliardi di euro l’anno e possono ridurre complessivamente la quantità di anidride carbonica nell’aria fino a 871 milioni di tonnellate. In più, dovrebbero creare oltre 12,7 milioni di posti di lavoro entro il 2030.
Le cifre sulla carta sono davvero incoraggianti, ma buona parte delle tecnologie proposte è ancora in fase embrionale e deve essere concretizzata velocemente. Servono quindi un maggiore focus sullo sviluppo e l’implementazione in tutta Europa per rendere la rivoluzione tecnologica verde realmente significativa.
Le tecnologie per combattere la CO2 nei vari settori
Sono tante le tecnologie su cui gli Stati membri puntano per combattere efficacemente le emissioni di CO2 entro i prossimi trent’anni. Alcune di queste esistono già, mentre altre sono ancora in fase sperimentale, tuttavia si possono suddividere in sei percorsi principali:
- idrogeno: utilizzato principalmente per la mobilità, ma che sta cominciando a trovare applicazione anche in molteplici ambiti industriali;
- giga-fabbriche: il cui scopo è quello di produrre tecnologie pulite;
- elettrificazione: implementata sia nel settore dei trasporti per renderli meno inquinanti, sia nello smart building;
- reti di distribuzione dell’energia;
- bioeconomia: con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale dell’intera catena di produzione e distribuzione del settore agricolo;
- Ccus (Carbon capture and utilization): cioè i sistemi per il riciclo e lo stoccaggio dell’anidride carbonica.
Alcuni esempi più concreti che già trovano applicazione in diversi settori sono i pannelli solari di nuova generazione, le soluzioni innovative per aumentare il potenziale delle strutture offshore per l’eolico, il ricorso a materiali costruttivi naturali come il legno nelle costruzioni, ecc.
Sono in aumento le pompe di calore e l’utilizzo dei sistemi geotermici per il riscaldamento. Si stanno inoltre progettando motori ad altissima efficienza energetica per l’industria 4.0 e si lavora anche a nuovi modi per aumentare la circolarità delle materie plastiche.
La progettazione degli edifici sta venendo rivista in un’ottica più smart (con l’integrazione di sistemi ingegneristici e sensori intelligenti), al fine di migliorare le prestazioni energetiche delle strutture.
Un largo contributo allo sviluppo di tecnologie per limitare le emissioni di CO2 sta arrivando anche dal settore dei trasporti, che è già in fase di sperimentazione su nuovi metodi di propulsione per i mezzi di locomozione (in particolare per quelli pubblici e a uso industriale) basati sull’impiego di celle a idrogeno.
Sono sempre di più le fabbriche che si dedicano allo sviluppo di auto elettriche e alla produzione massiva di batterie a ioni di litio per incentivare la mobilità green. Si lavora anche sulle automobili a guida autonoma per un utilizzo condiviso, in modo che le vetture in circolazione possano essere ridotte di almeno il 30%.
