Fasci Tubieri (e altri): sostituzione o riparazione?
Il dilemma fra sostituzione vs riparazione quando gli scambiatori a fascio tubiero presentano dei problemi di funzionamento è abbastanza comune. Questi dispositivi sono piuttosto delicati e per operare a pieno regime hanno bisogno che la struttura che li costituisce sia integra e priva di difetti.
I motivi per cui i fasci tubieri si deteriorano possono essere svariati: difetti di progettazione, usura, reazioni chimiche inaspettate e moltissimi altri. L’individuazione del problema è quindi un passaggio fondamentale per poter decidere se è più conveniente riparare i componenti danneggiati o sostituire in toto lo scambiatore.
Ripara vs sostituisci: i sei passaggi per identificare il problema
La scelta tra riparare o sostituire lo scambiatore di calore dipende molto dalla natura del problema che lo affligge. Trattandosi di dispositivi che vengono impiegati in molteplici settori, è comprensibile che prima di procedere con una sostituzione completa (che comporta uno stop totale della produzione e quindi una perdita economica considerevole) si debbano valutare tutte le alternative.
Determinare cosa sia meglio tra sostituzione vs riparazione è compito dei tecnici specializzati che, normalmente, si affidano a sei passaggi per l’identificazione del problema e la valutazione dell’entità dei danni.
- Analisi delle performance: il primo step consiste nell’analizzare le prestazioni del dispositivo. Attraverso appositi strumenti e un’osservazione attenta di parametri specifici (come temperatura in ingresso e in uscita, portata fluido, vibrazioni, ecc.) è possibile comprendere abbastanza agevolmente la natura del problema.
- Contattare l’assistenza: una buona idea è quella di contattare il fornitore del dispositivo, anche se il problema sembra essere stato individuato. Questo permette di ottenere suggerimenti più specifici su come intervenire per le riparazioni (qualora fossero possibili) o di ricevere l’assistenza direttamente sul posto.
- Metodi di testing professionali: se il problema risulta di difficile individuazione, è indispensabile effettuare test professionali con appositi strumenti. Solitamente questo compito è affidato all’assistenza. Uno dei test più comuni (nonché uno dei più efficaci per determinare la natura del malfunzionamento) è quello delle correnti parassite. Quest’analisi in particolare riesce a dare dati piuttosto precisi, senza bisogno di smontare tutto lo scambiatore.
- Estrarre un campione di tubo: se proprio non si riesce a comprendere il problema, è possibile procedere con l’estrazione fisica di un campione di tubo, per sottoporlo a ulteriori analisi. Alcuni test permettono addirittura di determinarne lo stato di usura e quanto ancora esso possa continuare a operare prima di rompersi. Si tratta tuttavia di un’alternativa piuttosto invasiva, che tende a rallentare ulteriormente la produzione.
- Test e riparazione simultanei: un buon metodo per velocizzare le tempistiche è quello di unire la riparazione ai test. Il personale che solitamente si occupa della diagnosi del problema è spesso anche competente nella sua risoluzione. Se la scelta fra sostituzione vs riparazione cade sulla seconda opzione, questo sistema è perfetto per ridurre al minimo lo stop produttivo.
- Rigenerazione o sostituzione: l’ultima scelta a disposizione della fabbrica che ha problemi con gli scambiatori a fascio tubiero è la sostituzione vs la rigenerazione. Nel primo caso costi e tempistiche di riparazione sono troppo onerosi, quindi è più conveniente cambiare il dispositivo. Nel secondo caso il danno è grave, ma può essere arginato con una parziale ricostruzione dell’unità.
In conclusione, la scelta fra sostituzione vs riparazione è fortemente legata alla natura del problema. L’assistenza tecnica può e deve essere sempre coinvolta per ottenere diagnosi e procedure corrette, in modo da ridurre al minimo la spesa e le perdite economiche.
