L’intelligenza artificiale cambierà l’economia globale?
Nel prossimo futuro si prevede che IA ed economia saranno strettamente correlate l’una con l’altra. Dato che (già da alcuni anni) l’adozione di tecnologie basate sull’intelligenza artificiale ha fatto registrare drastici incrementi, è plausibile pensare che il trend del settore in questione proseguirà almeno per tutto il 2022.
Le stime suggeriscono addirittura che le aziende della sola Europa Occidentale spenderanno (entro questi 12 mesi) qualcosa come 77,6 miliardi di dollari per munirsi di sistemi IA cognitivi o basati sul machine learning. Verso la medesima direzione si è già diretta anche l’Italia, che nel 2018 ha investito 17 milioni di euro e nel 2019 ha sfiorati i 25 milioni di euro.
Come l’IA influenza l’economia
A dimostrazione di quanto il legame tra IA ed economia sia solido, vi è il fatto che i maggiori investitori nella suddetta tecnologia sono quelli del settore bancario (seguono quelli del retail e del manufacturing). Ciò può correlarsi alla capacità dell’intelligenza artificiale di generare vantaggi nella produzione di beni – servizi e al suo elevato impatto nel mondo del lavoro.
Calcolare cifre precise è comunque piuttosto complesso, poiché le variabili da tenere in considerazione sono tante e di difficile stima (soprattutto per previsioni a lungo termine). A prescindere dai numeri, però, si può facilmente notare come l’IA stia sempre più assumendo un ruolo da protagonista.
Scendendo nel dettaglio delle analisi condotte nei recenti studi, si comprende quanto l’adozione dell’IA abbia portato enormi benefici, soprattutto per:
- il settore IT (+58%);
- gli operation team (+49%);
- e lo sviluppo di prodotti (+43%).
Se si prende poi in considerazione la casistica specifica della sua integrazione all’interno dell’organizzazione aziendale, si può vedere che l’intelligenza artificiale ha contribuito a:
- migliorare la produttività della forza lavoro (+20%);
- generare innovazione e crescita dei ricavi (+18%);
- velocizzare i processi decisionali (+17%).
Come anticipato, i suddetti dati suggeriscono che il trend positivo generato da questa stessa tecnologia è destinato a perpetrarsi nel tempo. Si pensa addirittura che nel 2030 l’impatto dell’IA sull’economia globale porterà a un incremento di circa 13 trilioni di dollari.
Sembra trattarsi a tutti gli effetti di uno di quegli eventi capaci di rivoluzionare il mondo, come è avvenuto ad esempio nel 1800 con l’introduzione del motore a vapore, negli anni ’90 con i robots e nel 2000 con la diffusione dell’Information Technology.
I possibili svantaggi dell’intelligenza artificiale
Nonostante i dati incoraggianti di cui si è appena parlato, vi sono alcune considerazioni da fare sui possibili impatti negativi che l’IA potrebbe avere sull’economia. Primo fra tutti l’elevato costo di accesso per usufruire della tecnologia.
I prezzi consistenti rischiano di incrementare il già ampio digital divide tra i diversi paesi. In quest’ottica, gli stati con le economie più forti conterebbero su un incremento del 20-25%, mentre quelli in via di sviluppo si dovrebbero accontentare di un mero 5-15%.
Un altro dei problemi legati all’intelligenza artificiale riguarda gli eventuali licenziamenti. È infatti plausibile aspettarsi che le grandi aziende cercheranno di sfruttare al massimo l’IA, incrementando la produttività e abbattendo i costi.
La prima misura per raggiungere ciò contemplerebbe la sostituzione degli operai con macchine intelligenti che fanno lavori ripetitivi. Questa però è soltanto un’ipotesi, poiché le aziende potrebbero comunque scegliere di riqualificare i dipendenti e assegnarli ad altri ruoli.
In conclusione, si può di certo dire che l’IA e l’economia continueranno a influenzarsi a vicenda negli anni a venire, ma serve ancora del tempo per comprendere a pieno in quale modo si manifesterà il fenomeno.
