Riscaldamento Globale: temperature in aumento, nonostante il lockdown
Il riscaldamento globale è un’emergenza ben nota e più volte evidenziata dagli scienziati e dai climatologi. L’allarme sui problemi legati all’innalzamento della temperatura terrestre esiste già da moltissimi anni, come anche un piano d’intervento che, tuttavia, nessuna nazione ha mai rispettato davvero.
Ora la situazione è più critica che mai e l’umanità si sta avvicinando pericolosamente al punto di non ritorno. A breve sarà troppo tardi per effettuare qualunque cambiamento o correzione di rotta e, secondo quanto emerso dagli ultimi dati sulle rilevazioni, il superamento della soglia limite di +1,5 °C potrebbe arrivare ben prima di quanto previsto.
Il lockdown non ha influito sufficientemente sul riscaldamento globale
Nei primi mesi di lockdown dovuti alla pandemia di Covid-19 che ha interessato tutto il mondo, c’è stata la tenue speranza (alimentata anche da dati incoraggianti) che il 2020 potesse essere l’anno della svolta nella lotta contro il riscaldamento globale.
L’attesa è stata però disillusa velocemente, poiché i piccoli progressi fatti durante il blocco quasi totale delle emissioni di CO2, pur avendo fatto segnare un effettivo calo della temperatura globale, non sono stati abbastanza determinanti.
I valori più recenti (relativi ai mesi compresi fra gennaio e ottobre) mostrano come il 2020 sia stato un anno estremamente caldo, secondo solo al 2016. Certo si tratta di valutazioni ancora provvisorie (poiché i dati definitivi saranno disponibili solo dal prossimo marzo), ma che comunque non lasciano ben sperare.
Gli obiettivi dell’accordo di Parigi per ridurre l’inquinamento sono stati tutti falliti e il traguardo di portare il riscaldamento globale sotto la soglia di +1 °C entro il 2030 sembra destinato a non essere raggiunto in tempo. Anzi, i dati indicano addirittura un 20% di possibilità di superare il +1,5 °C entro il 2024.
La Terra è condannata a non essere più come la si conosce?
L’accorato appello di scienziati e climatologi non vuole essere di natura allarmista, ma un avvertimento al fatto che, se si continua nell’attuale direzione, la Terra rischia seriamente di subire cambiamenti talmente drastici da diventare irriconoscibile.
Gli effetti del riscaldamento globale si stanno già notando in diversi paesi. I fenomeni climatici estremi si sono fatti sempre più frequenti negli ultimi 6 anni, che sono anche stati i più caldi da quando si è cominciato a tenere traccia delle temperature (nel XIX secolo).
Se si prosegue su questa strada, fatta di negazionismo e noncuranza da parte dei governi, è garantito che il problema del clima sarà presto irreversibile. I ghiacciai dell’Artico continueranno a sciogliersi a ritmi vertiginosi, causando una reazione a catena davvero devastante, con tempeste sempre più violente e l’innalzamento del livello del mare.
Ciò porterà inondazioni a buona parte delle località costiere, danni ingenti ai raccolti, carestie e guerre per ottenere il controllo delle ultime risorse disponibili: un vero e proprio scenario apocalittico, a cui (purtroppo) il pianeta si sta pericolosamente avvicinando.
Nonostante le tristi prospettive appena descritte, l’umanità ha ancora qualche speranza di risolvere (o per lo meno migliorare) il problema. Per riuscirci, però, deve agire subito, formulando nuovi accordi, imponendo contromisure adeguate e riducendo drasticamente i carboni fossili.
Nel suo piccolo il lockdown ha di certo dimostrato quanto un intervento comune possa dare dei riscontri già nel breve periodo, ma senza convinzione e costanza nel tempo qualsiasi obiettivo è destinato al fallimento.
